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FantaFestival - Vampyres

36° FantaFestival: un sabato all’insegna di vampiri perversi e zombie acquatici

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Un sabato con grandi anteprime, che hanno mostrato una panoramica dell’horror indipendente e sperimentale contemporaneo davvero entusiasmante, quello che il 36° FantaFestival ha proposto al pubblico accorso il 16 luglio al My Cityplex Savoy di Roma.

La giornata è stata caratterizzata dalla proiezione di alcuni tra i film più attesi in lizza per aggiudicarsi i Pipistrelli d’Oro come Miglior Lungometraggio italiano (“My Little Sister” di Maurizio e Roberto Del Piccolo) e Miglior Lungometraggio straniero (“Vampyres” di Víctor Matellano, “Shortwave” di Ryan Gregory Phillips, “Idila” di Tomaž Gorkič e “Le scaphandrier” di Alain Vézina).

Dopo il brutale “Evil Souls”, finalista al Torino Comics Horror Fest, i fratelli Del Piccolo tornano con “My Little Sister”. Il giovane Igor, ancora bambino, perde il padre durante un incidente che lo vede coinvolto, a causa della sorella minore Erika. Da quel momento Igor crescerà isolato dal mondo rimanendo ancorato al suo doloroso passato e tentando di rimettere a posto le cose a modo suo.
“My Little Sister” è un progetto che si ispira agli ‘slasher’ anni ’80, film che hanno appassionato molte persone.

Vampyres” è un remake del film omonimo uscito nel 1974 e diretto da José Ramón Larraz, che ha avuto un grande successo diventando, nel corso degli anni, un cult. Quaranta anni dopo, Larraz partecipa nella veste di produttore e co-sceneggiatore proponendo un nuovo approccio alla storia, diretta questa volta da Victor Matellano (“Wax”, “Zarpazos”).
“Vampyres” è una storia molto potente, in cui l’horror è strettamente legato alla componente sessuale: due vampiri vivono in un oscuro maniero dove attirano uomini con la promessa di orge di sesso che si trasformano in orge di sangue.
Il cinema negli ultimi anni ha descritto, con qualche eccezione, la sfera violenta e sessuale del mondo dei vampiri in un modo molto più ‘light’. Matellano cerca di recuperare l’essenza del vampirismo, proponendolo in una veste più carnale.

Ryan Gregory Phillips, dopo aver lavorato ad alcuni cortometraggi, alla serie “Hometown Tough” e ad aver diretto “Southern Comfort”, presenta “Shortwave”, film che ha debuttato al Dances with Films di Santa Monica.
Josh e Isabel Harris, dopo aver perso il loro unico figlio, si trasferiscono in un isolato centro di ricerca in collina con la speranza di rimettere insieme i pezzi della loro famiglia. Dopo anni di tentativi, Josh e il suo collega Thomas fanno una scoperta che riguarda segnali radio a onda corta e le loro origini spaziali. Qualcosa entra in risonanza con Isabel, che comincia ad avere allucinazioni e visioni di ricordi lontani. Dopo ulteriori ricerche sul fenomeno, gli scienziati temono per la salute di Isabel mentre Isabel ha paura che il segnale abbia attirato qualcosa di spaventoso nella loro nuova casa

Nell’horror estremo “Idila” di Tomaž Gorkič le idilliache location slovene fanno da sfondo a disumane atrocità. Dopo una notte di bisboccia, l’aspirante fotomodella Zina è diretta a un servizio fotografico nella natura, accompagnata dall’ambiziosa Mia, l’apatica Dragica e il fotografo snob Blitcz. Durante il viaggio si imbattono in alcuni strani autoctoni, ma non se ne curano. Su un prato idilliaco che scelgono come location, sono violentemente attaccati da quelli che sembrano i proprietari del terreno, Francl e Vintr. Un normale servizio fotografico nella natura si trasforma in una feroce lotta per la sopravvivenza.

Il film propone un modello di cinema dell’orrore classico d’ambientazione diurna con un continuo confronto tra il terrificante rurale e urbano. Tra famiglie deformi alla “Non aprite quella porta” e sadici figuri alla “Hostel”, la trama alterna carneficine e ‘torture porn’.

In “Le scaphandrier” di Alain Vézina, un sommozzatore uccide tutte le persone che hanno un collegamento con un misterioso relitto di una nave. I film sui morti viventi sono abbastanza rari nella cinematografia canadese: purtroppo utilizzare questo spunto ambientandolo nel mondo subacqueo non ha giovato al film a causa di uno scenario estremamente ripetitivo e prevedibile che non fa saltare lo spettatore sulla sedia.

La Horror Writers Association Italy, filiale italiana della Horror Writers Association, la più prestigiosa e antica associazione al mondo di scrittori, professionisti e appassionati del genere horror e dark, è stata al centro della tavola rotonda a cura di Alessandro Manzetti e Paolo Di Orazio. La HWA Italy riunisce tutti i membri italiani della Horror Writers Association, organizza eventi e presentazioni sul territorio e offre vari servizi dedicati agli associati Italiani che integrano quelli già offerti dalla Associazione Internazionale.

A seguire presentazione al FantaFestival del libro “Strisciano sull’asfalto” (Carmignani Editrice) e del progetto “Never City” alla presenza degli autori Stefano Rossi, Luca Ruocco, Miriam Palombi, Filippo Santaniello e Lorenzo Lepori. “Strisciano sull’asfalto” è un’antologia composta da 11 racconti – scritti da 11 tra i migliori autori del panorama letterario indipendente italiano – tutti ambientati a Never City, un’allucinante Las Vegas degli orrori abitata da prostitute fantasma, non morti, tossici, discariche e manicomi abbandonati.

Dopo la proiezione della web-series 2 di picche Spin Off 02 “I migliori”, Ep. 6 alla presenza dell’autore Massimo Russo, spazio alla sezione Fantacorti del FantaFestival: i corti stranieri “The Midnight Shift” di Andreas Kyriacou, “Helio” di Teddy Cecil, “First Like” di Alexander Rönnberg e i corti italiani “La mano sinistra” di Francesco Rita, “Il lato oscuro”di Vincenzo Alfieri, “In articulo mortis” di Ivan Zuccon, “Mirror” di Daniele Barbiero.

di Sacha Lunatici (foto Ufficio stampa)

Guarda la sezione “SPECIALE FANTAFESTIVAL”

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