La scimmia della notizia

I 1700 bambini orfani per colpa dei genitori e le proposte di Fi: “Renzi è disattento”

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L’8 marzo dura solo 24 ore, mentre “la violenza contro le donne è un problema di sempre, di ciascun giorno”. Per questa ragione Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Stefania Prestigiacomo hanno presentato ieri due proposte di legge che vanno nella direzione di aumentare le tutele e le garanzie nei confonti delle donne vittime di violenza e delle loro famiglie. “Una prevede l’istituzione di un fondo per le vittime da crimini violenti, affinchè lo stato garantisca il risarcimento, disposto dal Tribunale, alla vittima quando l’autore del danno o e’ morto o non e’ in grado di provvedere”, ha spiegato la prima, portavoce del gruppo azzurro a Montecitorio. Spesso, infatti, il violento e l’assassino non si trovano nelle condizioni di risarcire la vittima che, di conseguenza, non ha nemmeno i soldi per curarsi, rimettere la propria vita sul binario giusto. “E’ il caso di Chiara Insidioso Monda, la ragazza che è stata aggredita brutalmente dal suo compagno, è andata in coma e poi dal coma è passata allo stato vegetativo e che versa in condizioni economiche tali da non poter far fronte all’assistenza giornaliera di cui ha bisogno”, ha ricordato l’ex ministro per le Pari Opportunità. “Il secondo testo di legge si propone invece di garantire gli orfani da crimini domestici; dal 2000 ad oggi sono 1.628 i bambini che hanno perso entrambi i genitori, uno perché è la vittima dell’omicidio, l’altro perchè essendone l’autore paga con il carcere, o spesso anche con il suicidio, la sua colpa”, ha aggiunto la deputata-portavoce. “L’obiettivo della nostra proposta di legge e’ quello di garantire a questi orfani assistenza psicologica, farmaceutica e sanitaria, di garantire loro un sostegno per la formazione scolastico-universitaria, ma anche di fornire azioni concrete per l’inserimento nel mercato del lavoro”, ha concluso. Chiediamo “siano messe all’ordine del giorno dei lavori parlamentari quanto prima”, ha aggiunto Gelmini, e “che lo facciano senza stravolgimenti, come ultimamente fa la maggioranza utilizzando un metodo indecente”, ha chiosato Renato Brunetta, capogruppo azzurro a Montecitorio.

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Ad oggi l’esecutivo di Matteo Renzi è stato molto inefficiente sul tema: “I governi di centrodestra rivendicano un primato sul fronte della promozione dei diritti delle donne, al punto che alcune delle misure sbandierate da alcune deputate Pd in occasione dell’8 marzo sono state messe in campo proprio dai noi”, ha ricordato la deputata Stefania Prestigiacomo, pure lei ex ministro per le Pari Opportunità nel primo governo del Cavaliere. “Chiediamo a Renzi che assuma la lotta alla violenza nei confronti delle donne come priorità assoluta, specie dopo che l’esecutivo ha cancellato in modo irresponsabile la Settimana contro la violenza dentro le scuole, che fu una iniziativa creata dal governo di Silvio Berlusconi e dal momento che ha deciso di non nominare più un ministro per le Pari Opportunità”. La richiesta di avere un ministro o un sottosegretario delegato a lavorare per la parità di genere e contro le discriminazioni non è “un capriccio”, conclude Carfagna, bensì una necessità: “All’Onu si sta per aprire una sessione dedicata ai diritti delle donne, ma l’Italia non avrà un rappresentante del governo che potrà sedere ai tavoli e avere diritto di parola. Pochi giorni fa abbiamo assistito ad un rimpasto di governo che ha soddisfatto gli appetiti di correnti interne al Pd e degli alleati del premier, ma non ha tenuto conto delle esigenze di metà della popolazione italiana”.

Di Claudio Russo

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