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Mara Carfagna

Intervista a Mara Carfagna (Fi): “Il governo? Sta arretrando nella lotta contro l’omofobia”

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«La legge per le unioni civili scritta da Monica Cirinnà? La stanno usando solo per produrre consenso, non per raggiungere il risultato: che peccato». Mara Carfagna, già ministro per le Pari Opportunità, portavoce del gruppo azzurro alla Camera dei deputati, guida il Dipartimento per i diritti civili di Forza Italia.

Onorevole Carfagna, che sarà del Dl, visto che Matteo Renzi ha lasciato libertà di coscienza al Pd, Ncd chiede di stralciare l’equiparazione al matrimonio e le adozioni e pure Beppe Grillo si è sfilato?

«Stanno utilizzando questa legge per la propaganda, non perché credano alle unioni civili. Stanno giocando una partita con un solo scopo: produrre consenso, spostare il baricentro tutto a sinistra. Spero sappiano che, così facendo, la legge rischia di schiantarsi e lasciare tutte le coppie di fatto senza diritti e l’Italia indietro. Sarebbe un peccato».

Il premier ha detto che il Pd non stralcerà la stepchild adoption. Questa decisione mette a rischio l’approvazione?  «Certo. Il premier lo ha fatto pur sapendo benissimo che sul tema delle adozioni non c’è l’ombra di una maggioranza né dentro al Parlamento né dentro al Paese. È lui che ha deciso di spaccare politica e opinione pubblica usando le adozioni come grimaldello».

Si dispiacerebbe in caso di bocciatura della legge proposta dalla senatrice Pd?  «Ho presentato un anno fa la mia proposta di legge per le unioni civili e l’ho fatto sulla base di convinzioni ideali; penso che sia un dovere del Parlamento riconoscere i diritti a chi non ne ha e legiferare sul tema. Lo dico non da oggi».

Il testo firmato da 40 deputati di Fi non prevedeva le adozioni. Ci avrebbe risparmiato le polemiche?  «La discussione, a onore del vero, si è avviata al Senato, ma quella proposta poteva essere un’ottima base per un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione, aveva chance di finire approvato quasi all’unanimità…».

Angelino Alfano, Maurizio Lupi e Renato Schifani erano contrari alle unioni civili, oggi sono pronti a votare il testo se l’esecutivo sfilerà le adozioni… Non potevate mettervi d’ accordo? 

«Lo considero un passo avanti per loro, una evoluzione rispetto a una posizione che negava anche la necessità di riconoscere le unioni civili».

A proposito di Grillo; era favorevole al matrimonio e alle adozioni, ora l’ M5s fermerà la legge. La stupisce il cambio di linea?  «Non mi stupisco. Mi rattrista che, tutti quelli che mi ha citato, si siano mossi non per motivazioni ideali, ma per convenienza politica. È una cosa un po’ stucchevole visto che stiamo parlando di persone, di diritti, di sofferenza e di discriminazioni…».

Anche Fi è stata ondivaga sul testo di questa proposta, non crede? «Ci sono diverse sensibilità, ma abbiamo una linea condivisa: sì ai diritti, sì alle unioni civili, ma niente equiparazione coi matrimoni e zero adozioni. Hanno perso un anno, ma adesso, come dice, ci sono arrivati anche tutti gli altri…».

Una dozzina di associazioni lgbt scrivono che senza adozioni la proposta di unioni civili è «irricevibile». Come la mettete? 

«Ho sempre rispettato le istanze che arrivano dal mondo dell’ associazionismo. Compreso quella di Gaylib, che la pensa diversamente e infatti non è tra i firmatari. Ma al di là di ciò, penso che il Parlamento abbia sempre il dovere di trovare la sintesi».

Ma quale può essere la sintesi tra posizioni apparentemente così distanti? 

«Il riconoscimento dei diritti subito, salvo affrontare poi il tema delle adozioni con una riforma organica che ci permetta di approfondire questo tema sottraendolo allo scontro ideologico. Non faccio finta di non vedere che esistono già bambini all’ interno di coppie omosessuali, che hanno bisogno di specifiche tutele».

Lei non ha partecipato al Family Day, come altri suoi colleghi di Fi. Perché? 

«Personalmente ritengo che il dovere di un politico sia quello di stare in Parlamento per costruire una legge buone; una legge è buona quando riflette valori che non siano percepiti come una vittoria di una parte sull’ altra. Detto ciò le piazze si ascoltano e si rispettano tutte».

Silvio Berlusconi ha lasciato libertà di coscienza, ma il resto del centrodestra sembra contrario alle unioni civili. 

«Berlusconi può rivendicare un lavoro e una sensibilità al tema dei diritti e del contrasto dell’ omofobia superiore a qualunque altro leader politico italiano; la prima campagna governativa contro l’omofobia l’abbiamo fatta noi. E l’Osservatorio della Polizia contro i crimini commessi in nome della discriminazione fu istituito da Maroni. Il contrasto all’omofobia nelle scuole l’avevamo portato noi creando la “Settimana contro violenza” in tutti gli istituti: il governo in carica l’ha appena cancellata… ».

 Intervista di Claudio Russo

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