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MARA CARFAGNA: UNIONI GAY, E’ L’ORA DI UNA LEGGE CHE RICONOSCA DIRITTI E DOVERI (VIDEO)

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Mara Carfagna ha illustrato le linea guida della proposta per riconoscere le unioni omoaffettive. Un modo per riconoscere diritti e doveri alle coppie formate dal persone dello stesso sesso, ma “senza mettere in dubbio la famiglia tradizionale” e senza voler imporre “un modello alternativo”. Ecco in questo video la spiegazione dell’ex ministro delle Pari Opportunità.

 

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IL RICONOSCIMENTO

La politica, spiega Carfagna, non può girarsi dall’altra parte. Le coppie dello stesso sesso sono una realtà e la legge deve tenerne conto. Non si può lasciare che la materia sia regolata dalle sentenze, dai Tar o dai sindaci. Il Parlamento deve prendere l’iniziativa e approvare una legge. L’illustrazione della proposta elaborata dal dipartimento dei diritti civili di Forza Italia è avvenuta nel corso di un convegno svoltosi alla Camera dei deputati. Erano presenti, oltre all’ex ministro Carfagna e alle parlamentari azzurre Anna Maria Bernini e Stefania Prestigiacomo, i rappresentanti di molte associazioni Lgbt. C’erano Alessia Valenza (ILGA World), Fabrizio Petri (Associazione GLobe-MAE Rete dei dipendenti LGBT del ministero degli Affari Esteri), Stefania Bortolotti (Vice Questore aggiunto della polizia dello Stato e funzionario OSCAD), Roberto Baiocco (psicoterapeuta della Sapienza e responsabile della consulenza di “6comesei”, servizio per l’orientamento sessuale), Concetta Giunta (ricercatore di Istituzione di Diritto Pubblico all’Università di Tor Vergata), Fabio Corbisiero (coordinatore dell’Osservatorio Lgbt del dipartimento di scienze sociali dell’Università Federico II di Napoli). Hanno portato le proprie testimonianze i rappresentanti delle associazioni “Famiglie Arcobaleno”, “AGEDO Associazione genitori di omosessuali”, e “Ragazzi vittime di Bullismo Omofobico”.

 

 

FORZA ITALIA DIVISA

Mara Carfagna si dice consapevole delle divisioni che il tema crea, soprattutto nel suo partito, Forza Italia. Tuttavia, spiega, un intervento che non metta in dubbio i valori della famiglia tradizionale può essere fatto senza mortificare le sensibilità diverse in materia: “Una forza di centrodestra ha il compito di regolare i cambiamenti della società, non di far finta di nulla; la politica ha il dovere di trovare una soluzione equilibrata per contrastare le discriminazioni”. La deputata di Fi vuole sgomberare il campo da “un equivoco di fondo: qui non c’è alcuna volontà di produrre un attacco alla famiglia tradizionale, stiamo parlando di riconoscere diritti che in altri paesi europei sono già ampiamente riconosciuti e che le alte corti ci invitano a fare”.

 

 

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